feb
17
2010
di Michele Fiano
Gran colpo messo a segno dalla Marsilio questo romanzo d’esordio di Pierluigi Porazzi: un giallo ordito ottimamente, un noir dai molteplici riferimenti sociali e un pulp di quelli che fanno arrossire anche le barbabietole più navigate. Lo sfondo è un annebbiato Friuli apparentemente “tranquillo e operoso”, una parte del nordest che ha perso i colori vividi di una volta, che si è ingrigita.
Invece il killer che ci presenta Pierluigi imbratta di un bel rosso acceso tante pagine di questo libro, rendendosi protagonista degli omicidi di giovani fanciulle i cui corpi vengono ritrovati svuotati degli organi, orrendamente mutilati e artisticamente posizionati. E sono tanti, più di quanto si pensi in un primo momento.
Non possiamo attribuire la stessa operosità ai vertici della questura di Udine: raccomandati e nullafacenti, orientati solo alla soddisfazione delle esigenze e dei desideri dei propri superiori, tutti ai comandi dell’infido Presidente della Regione Aristide Gonano, l’uomo che al proprio soldo ha non solo le forze dell’ordine ma anche magistrati e giornalisti della superficiale stampa di provincia.
Ma ci sono agenti che non battono la fiacca e qualche magistrato ancora dedito all’incondizionato perseguimento della verità. Non hanno vita facile: per qualche strano e inquietante motivo le direttive dall’alto intralciano quando non ostacolano le loro ricerche.
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feb
12
2010
di Matteo Strukul
Diciamo da subito che a Fanucci va riconosciuto grande coraggio e capacità di rischiare. La casa romana pubblica da sempre, e a volte assumendosi dei gran bei rischi in termini di vendite, molti degli autori che qui a Sugarpulp siamo pronti ad applaudire, non per piaggeria o manie personali, ma semplicemente perché sono scrittori i cui nomi sono entrati ormai da tempo nelle prime file della new wave della crime fiction americana. Che poi sempre più spesso è una crime fiction che profuma di crossover. Potremmo citare Charlie Huston e Daniel Woodrell giusto per fare i primi due nomi che vengono in mente e a quel punto andarcene tutti a casa. Ma oggi parliamo di Dave Zeltserman e del suo fantastico “Piccoli crimini”.
Autore dal talento micidiale, andatevi a rileggere la recensione firmata da Giacomo Brunoro de “L’occhio privato di Denver” (Meridiano Zero) please, Dave Zeltserman somiglia molto alla reincarnazione di Jim Thompson. Per quel suo amore verso storie nere aperte in due da un sorriso gocciolante sangue. Per un umorismo cupo che puzza di morte, per essere capace di tratteggiare personaggi anticonvenzionali e in perenne trasformazione mentre si dirigono verso il baratro in modo del tutto consapevole. Che poi è l’essenza del noir: quel senso di ineluttabile e di mortalmente affascinante che attrae il perdente nel ventre del precipizio.
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feb
5
2010
di Sugarpulp Crew
Care mascherine,
domani si inaugura ufficialmente il Carnevale di Venezia, una festa che alla cricca di Sugarpulp piace di brutto: per noi Carnevale vuol dire Venezia, baccari, canali, feste, ombre, calli, spunciotti, tramezzini gordi, frittelle e galani, Paradiso Perduto, batéi, maschere, grappini, coriandoli, scherzi, divertimento e tutto quello che più vi aggrada. Prima di illustrarvi gli aggiornamenti di questa settimana quindi ci permettiamo di darvi un consiglio per il Carnevale: quest’anno la maschera da barbabietola va un casino. Meglio se barbabietola carnivora. E adesso veniamo a noi: quest’anno il Carnevale si inaugura in anticipo su Sugarpulp con tre pezzi da leggere e rileggere a volontà. Si parte con I reality fanno male di Marilù Oliva, un racconto a tutto pulp dal ghigno sadico. Vi serviamo poi due recensioni: l’instancabile Matteo Strukul ci porta dentro al mondo del nuovo astro nascente Sebastian Fitzek raccontandoci “Il ladro di anime” e “Il bambino”, mentre la new-entry Elisa Contato ha letto e commentato per noi La morte in pentola, il nuovo e divertentissimo giallo di Gaia Conventi. Non ci resta che salutarvi ricordandovi che anche a Carnevale semper licet Sugarpulp!


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gen
29
2010
di Sugarpulp Crew
Cari drughi della barbabietola,
non potevamo lasciarci scappare di mano l’ultima settimana di gennaio senza un aggiornamento polposo e zuccherino. Sappiamo bene che siete in stato di totale dipendenza da barbabietola carnivora ma per vostra fortuna noi siamo qui a rifornirvi di dosi sempre più massicce di Sugarpulp. Oggi ci presentiamo con un tris vincente di barbabietole: la prima è un recensione di Andrea Pelfini che ci racconta a suo modo “Suttree” di Cormac McCarthy (tanta roba!); tocca poi a Pierluigi Porazzi con “Uomo fortunato” un racconto divertente, cattivo e politicamente scorretto (attenzione che il Porazzi tra un po’ ve lo ritroverete in libreria: questo è un nome da tenere d’occhio!); chiude il tris Matteo Strukul con un pezzo clamoroso e che è la carta vincente di questo tris barbabietolato: “Sin City: dal fumetto al film”, un’analisi dettagliata e appassionata del capolavoro di Frank Miller e del delirio visivo di Robert Rodriguez.
Per questa settimana è tutto, ci risentiamo a febbraio: voi andate, leggete e moltiplicatevi!


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gen
29
2010
di Andrea Pelfini
Cronache dalla periferia. A chi me lo dovesse chiedere non saprei riassumere in altro modo l’essenza di “Suttree” romanzo di Cormac McCarthy unanimemente riconosciuto come il suo capolavoro e frutto di anni di riscritture, riprese e interruzioni prima della definitiva pubblicazione datata 1979.
Un’avvertenza per il lettore affezionato a questo straordinario scrittore: “Suttree” si distanzia in modo abbastanza netto dal resto della sua opera, non tanto per i suoi contenuti, che rimangono epici e tragici e universali, quanto per lo stile di scrittura, molto più grumoso, denso, composto di una sostanza simile a melassa che avvolge il lettore imbrigliandolo e, a tratti, addirittura ostacolandolo.
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gen
21
2010
di Sugarpulp Crew
di Carlo Vanin
Tracklist consigliata:
- Bjork & PJ Harvey – Satisfaction (live @ Brit Awards ‘94)
- Letfield – Open Up
- Aphex Twin – Funny Little Man
Bé, vediamo se riesco a farvi capire bene come sono andate le cose. Ho sempre smanettato coi computer fin da piccolo e ho anche sempre cercato di guadagnarci sopra qualcosa. Mi sa che ho avuto il primo masterizzatore del veneto. Bé, magari no. Ma sicuramente uno dei primi della zona. Mi era costato un botto al tempo ma l’ho ammortizzato in breve. Dopo un mese c’avevo già un archivio di cd masterizzati da far invidia ai napoletani. E li vendevo bene, anche. Tipo 10 mila lire a cd, 14 con la copertina scannerizzata o scannata o come si dice. C’avevo un catalogo aggiornato che neanche il Ventitre su a Padova.
Bé, ma questo non c’entra neanche tanto ma è per farvi capire che ho sempre avuto una testa per queste robe qui. Insomma, bisogna fare soldi in sta vita, altrimenti come fai con le fighe?
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gen
21
2010
di Marco Busatta
Quattro ragazzi piantati nella periferia di Milano, una periferia che sa di ghisa, asfalto e desolazione. Quattro ragazzi nati tra Milano e l’Algeria si trovano a fare qualcosa di singolare per il loro quartiere: formano un quartetto musicale neo melodico. Suonare motivi e canzoni napoletane alle feste, agli eventi familiari, ai matrimoni… questa è l’idea dei ragazzi. Un’idea che sembra poter rendere meno pesante la disperata quotidianità della loro vita. Una vita fatta di situazioni familiari (quando ci sono) pesantissime, con sostanze stupefacenti e propensione a delinquere come uniche vie di fuga da una realtà di emarginazione sociale. Un’esistenza in cui i sogni non sono affatto previsti.
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gen
14
2010
di Matteo Strukul
“Tarantism” è il primo e più riuscito disco di Tito & Tarantula, non fosse altro perché si apre sulle note di “After Dark”, splendida ballata pulp rock dagli eleganti chiaroscuri e sospesa su un accompagnamento acustico spagnoleggiante. Va subito detto che “After Dark” ha goduto di una certa esposizione grazie a “From Dusk till Dawn” (“Dal tramonto all’alba” in italiano) – film a base di vampiri e splatter di Robert Rodriguez e scritto da Quentin Tarantino – se è vero che di quel film era proprio il pezzo portante della colonna sonora. Anche per questo, allora, ci sembra giusto cominciare l’avventura Sugarmusic da quella che è forse la bandiera musicale del movimento delle barbabietole insanguinate e/o carnivore.
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gen
14
2010
di Sugarpulp Crew
di Fabio Lotti
E’ stato amore a prima vista. Già il titolo mi ha stuzzicato riportandomi alla mente per assonanza un certo Superciuk di alanfordiana memoria. Non appena, poi, ho letto nella home page “Care barbabietole natalizie”, il sorriso ha incominciato ad incorniciare le mie ataviche labbra, ho continuato la lettura con gli occhi sgranati scoprendo altri tipi di barbabietole e un Babbo Natale ubriaco fradicio (ecco Superciuk!) per terra che mi ha messo allegria. Per un toscano ridanciano come il sottoscritto (quando non gli girano) una manna dal cielo. Finalmente un po’ di sana ironia, maremma maiala!, ho esclamato (notate la delicatezza). Continue reading
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gen
14
2010
di Michele Fiano
È al confine tra la Toscana e la Liguria, nel suggestivo territorio lunigiano, che muovono i passi i personaggi decisi e imprevedibili di questo avvincente romanzo.
La magistratura e la polizia locali stanno indagando infruttuosamente sull’omicidio di un giovane ritrovato nudo in un bosco, massacrato da numerosi e precisi colpi d’arma da taglio. I familiari della vittima sono pezzi grossi della società spezzina e non accettano che le forze dell’ordine abbandonino il caso dopo le fallimentari seppur minuziose ricerche del colpevole. La patata bollente viene passata all’investigatore Merisi che dovrà perlopiù “fare carta” per pacare i genitori del ventiquattrenne ucciso, dare l’impressione di continuare le indagini di un caso estremamente difficile: non ci sono moventi, la giovane vittima pur essendo omosessuale non conduce una vita borderline, non si droga né ha vizi pericolosi, è generoso, educato; cosa può aver spinto l’assassino ad accanirsi così sadicamente sul suo corpo? Continue reading
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