nov 23 2009

Intervista ad Andrea Pinketts

di Gaia Conventi

di Gaia Conventi

AGP-foto Andrea Fortini-MystFest09Sono le sette di sera, la sera è quella di un venerdì di ottobre. Ho rintracciato Pinketts come farebbe un cane da tartufi, dal suo sito, mandando una email. Tenete presente che il grande scrittore non usa la rete, dall’altra parte del monitor c’è una persona fidata che gli fa da tramite. Eppure, dopo soli due minuti di attesa, mi arriva la risposta che dice “chiamami subito al cellulare”. Pinketts è da qualche parte, immagino sia un pub, la musica è altissima. Lui urla di spegnerla, poi, visto che l’atmosfera non è quella giusta, mi da il numero del locale e si rintana da qualche parte per rispondere alla mia intervista. Mi sento Mata Hari. Lui esordisce dicendo che odia la tecnologia, cosa di cui già mi ero resa conto. Si scusa con un: “sai com’è, sono un uomo di Neanderpinketts”. Dal suo lato del filo sorseggia un cocktail, dal mio lato mi accendo una sigaretta. Il registratore di fortuna, che ho miracolosamente raccattato nel cassetto della scrivania, fa il suo dovere. Pinketts fa tutto il resto.

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