ott 27 2009

Il prezzo della vergogna
di James Lee Burke

di Matteo Strukul

ilprezzodellavergognaNuovo romanzo per il ciclo dedicato da James Lee Burke al detective Dave Robicheaux aka Streak. “Il prezzo della vergogna” è la seconda opera del maestro del Sud degli Sates pubblicato per i colori di Fanucci dopo il passaggio di consegne alla casa romana da parte della patavina Meridiano Zero. Va detto anzitutto che questo romanzo segna una serie di prime volte. La prima volta di Robicheaux e Purcell in Montana ad esempio, dunque lontani da New Iberia, Louisiana, e anche la prima volta che Luca Conti si misura con il Burke del ciclo dedicato a Robicheaux. Due novità che non guastano affatto, anzi. Continue reading


ott 27 2009

Caldi come l’inferno!

di Sugarpulp Crew

Ciao belli,

eccoci qua, caldi come l’inferno a tirar fuori lacrime e sangue per portarvi il meglio del noir e del pulp e di tutto il resto. Mentre impazza il dibattito, serratissimo, sul post noir, la crew di Sugarpulp recensisce con la penna di Matteo Strukul la nuova cavalcata di James Lee Burke “Il prezzo della vergogna”, cinquecento pagine da sbavo tradotte da Luca “The Wizard” Conti e un classico di un genio del pulp noir americano: “Colpo di spugna” di Jim Thompson. La nostra Gaia Conventi ha intervistato Eraldo Baldini e Barbara Baraldi a tema “Halloween”Fabrizio Fulio Bragoni chiude il conto con il suo ineccepibile savoir faire e un bellissimo pezzo sull’ottimo “Terrore ad Harlem” di Umberto Lenzi.

Fatevi sotto allora, guyz e state in campana,

Sugarpulp lo fate voi

JimThompson

JIM THOMPSON

Matteo Righetto e Matteo Strukul


set 18 2009

Un sudario non ha tasche
di Horace McCoy

di Andrea Pelfini

Horace McCoy

A quanto pare non sai molto di quel che succede, in questo tuo grande regno della libertà” [pag.153] dice, verso la fine del romanzo, Myra, la segretaria del protagonista Mike Dolan, un idealista giornalista d’assalto. In effetti sono gli interi Stati Uniti d’America ad uscirne a pezzi dallo strepitoso romanzo di Horace McCoy del 1937, “Un sudario non ha tasche”. Parliamoci chiaro: tutto il mondo è paese e da nessuna parte il potente di turno, il prepotente panzone, che sia un sindaco oppure un geometra arrembante, ama che si parli troppo di lui e, a maggior ragione, che si vada a scoperchiare il vaso di Pandora che nasconde sotto il tappeto. Se non ci stupiamo troppo del nostro Paese o di qualche “democrazia” sudamericana, tendiamo troppo spesso a idealizzare quel “grande regno della libertà” che ci pare essere l’America. Già, l’America. Continue reading


set 3 2009

Il caso sbagliato
di James Crumley

di Andrea Pelfini

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Troppo spesso qualche sedicente fine intellettuale nel momento in cui apprende la nostra passione per il noir, il pulp e l’hard boiled storce il naso e inizia a guardarci come dei minus habens. Cosa ci può essere di interessante in ammazzamenti vari, furtarelli e sparatorie? Cosa si può dire dell’Uomo, della natura umana, della società o di chissà cos’altro con questo genere di letteratura che altro non è, secondo loro, che mero intrattenimento da terza fascia? Sicuramente queste persone, questi sciuri professoroni, non conosco James Crumley. In ogni recensione cerco di mettere in evidenza il non scritto, il messaggio, più o meno velato, che lo scrittore ha cercato di trasmettere con la sua opera. Ho scritto e riscrivo: SCRITTORE. Chi pratica il noir non è semplicemente un narratore, un povero alcolizzato che per sbarcare il lunario butta già duecento pagine di cazzate varie ed eventuali. Per chi non se ne fosse ancora accorto siamo andati molto al di là di Agatha Christie e dell’inevitabile maggiordomo assassino. Il noir, lungo la sua secolare storia, si è trasformato da semplice racconto del mistero capace di stimolare la curiosità e la fantasia di chi legge attraverso intrighi e indovinelli, una sorta di gioco di furbizia tra scrittore e lettore, in pretesto per raccontare la società che ci circonda – si veda, tanto per fare un paio di esempi, “Un sudario non ha tasche” di Horace McCoy del 1937 e “Corri, uomo, corri!” di Chester Himes del 1966 – oppure per cercare di sviscerare gli incubi, le inquietudini, le navigazioni di profondità dell’animo umano. Continue reading


lug 2 2009

Vedi di non morire
di Josh Bazell

di Andrea Pelfini

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Pagina 104: “E vi fate qualche domanda: «Sarei disposto, io, a pulire le camere a gas pur di restare in vita ancora per un mese? Potrei spingerla io, la gente, nei forni?» E vi sentite di merda”.
Per restare in vita in un campo di concentramento, magari anche solo per un giorno in più, cosa sareste disposti a fare? Siamo tutti eroi, siamo tutti in grado di offrire il petto alle baionette o, come il Robin Hood interpretato da Kevin Costner, a tenere fermi da soli il polso sul ceppo aspettando che il boia ce lo amputi, oppure, sotto sotto, la spintarella verso la camera a gas la daremmo pure noi, la tessera di partito – perché no? – la prenderemmo col sorriso sulle labbra e chi se ne frega di quel giornalista scomparso, ammazzato o zittito – che sono poi la stessa cosa -, tanto non era altro che un gran rompiballe? Credo che sia molto difficile rispondere a queste domande, anche se la storia, le statistiche demoscopiche e Totò ci dicono che i caporali sono in numero largamente superiore rispetto agli uomini. Continue reading


mag 13 2009

Intervista a Luca Conti

di Sugarpulp Crew

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Dopo tanti autori americani ci pareva giusto intervistare un guru italiano del noir come Luca Conti, perché dietro a tante traduzioni di romanzi di Elmore Leonard, James Crumley, James Sallis, Joe R. Lansdale, James Lee Burke, Charles Willeford, Chester Himes c’è la sua mano. E poi come amiamo ripetere, la figura del traduttore nel mercato editoriale è fondamentale. Continue reading


mag 13 2009

Enjoy Sugarpulp!

di Sugarpulp Crew

Cari Gringos,

Eccoci di nuovo qui, mai stanchi di proporvi nuove e interessanti suggestioni letterarie sul pianeta di Sugarpulp. Dopo l’Evento #3 di venerdi scorso infatti, eccovi pronta -nella nostra pagina di Critica-  una recensione esplosiva di Savana Padana a firma di Matteo Strukul. Si arricchisce anche il nostro carnet relativo agli “incontri” con l’autore con un’intervista esclusiva al grande Luca Conti, traduttore in Italia nientemeno che di scrittori del calibro di Elmore Leonard, Joe R. Lansdale, James Lee Burke e molti altri autori di primissimo livello. Quindi, come potete vedere, Sugarpulp è sempre sulla cresta dell’onda!

So stay with us, and enjoy Sugarpulp!

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Matteo Righetto e Matteo Strukul