è con grande gioia che vi annunciamo l’uscita di Savana Padana, il romanzo pulp/noir di Matteo Righetto in tutte le librerie italiane a partire da mercoledì 6 maggio. Sabato 9 maggio, quindi, aspettiamo intere legioni di amici ed estimatori di Sugarpulp – che poi siete voi, cari pards – presso la libreria Effetti Personali di Via Accademia 10, per parlare con Matteo di questa sua fiammante e sanguinaria creatura. Nel sito troverete poi una recensione, a firma Marco Meneghetti, de: Nella casa del Diavolo di Alec Covin, un romanzo onirico e inquietante, pubblicato da Fanucci, ambientato nella campagna francese, scritto da un autore di grande talento che è stato paragonato per stile e piglio a Stephen King. Chiudiamo con l’ultima perla di questa scintillante collana di novità: un nuovo racconto intitolato La caccia. Lo ha scritto Pietro Parolin, il quale ha saputo mescolare colori e atmosfere legate alla terra con una storia che si infila sottopelle e non ti lascia più. Da leggere tutto d’un fiato.
Baci a tutti e ci sentiamo venerdì per Sugarpulp on air alle 15.00, sulle frequenze di Radio Sherwood, dopo la pausa di ieri, causa Festa del Lavoro. Sabato 9 maggio alle 19.00, tutti invece nel Tempio delle Lettere di Cristiana Pisani per parlare di zingari, sangue, gang e pistole: SAVANA PADANA!
Un fischio sottile e qualche foglia si staccò e dondolò a terra.
La luce della pila era troppo fioca ma gli occhi di Francesco ci vedevano comunque meglio dei miei.
Seguì il ghiro correre da un ramo all’altro di un nocciolo come l’occhio di bue segue un attore che si muove sul palco.
L’aria fischiò di nuovo.
Una distanza notevole, per un fucile ad aria compressa.
Un paio di acuti, una zampa roteò per un secondo, sembrava salutare qualcuno, poi basta, cadde.
Lo scarpone di Francesco girò la creatura, uno squittio verso la luna d’agosto e la pancia chiara di pelo fino luccicò nella notte.
Ne avevamo preso un altro.
Cioè lo aveva preso Francesco, ma io gli avevo tenuto la pila, almeno fino a quando non me la strappò dalle mani per sistemarla lungo la canna del fucile e non respirare nell’attesa.
Insomma, lo aveva preso lui.
Quindici dentro il sacco, un vero tesoro. Continue reading