gen 21 2010

Tre petardazzi Sugarpulp

di Sugarpulp Crew

Cari costabravas,

le vostre barbarbietole carnivore sono tornate. Oggi accendiamo la miccia a tre petardi in pieno stile Sugarpulp, roba da far impallidire le varie bombe di maradona e testate di zidane del mercato nero del petardone di Poggioreale. Iniziamo con il colpaccio messo a segno da un Matteo Strukul in versione dinamitardo impazzito: stiamo parlando di un’intervista a Lars Kepler, pseudonimo sotto cui si nascondono Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, gli autori de “L’Ipnotista”, il noir svedese del momento. Tocca poi a Marco Busatta che ha finito tutti i raudi e i detonanti accumulati a capodanno e allora ha deciso di spararci la recensione de “L’insolita Rumba” di Biagio Autieri. Chiude il trittico Carlo Vanin, un nuovo scugnizzo della cricca Sugarpulp che si presenta con Killing Gabibbo, racconto inedito esplosivo (e vi pare che potevamo usare un altro aggettivo?) che vi farà uscire gli occhi dalle orbite. Adesso dobbiamo scappare perché abbiamo appena acceso le micce ed è meglio darsela a gambe: sono tutte micce corte e noi di Sugarpulp sotto sotto ci teniamo alla nostra pellaccia…

Matteo Righetto e Matteo Strukul


gen 21 2010

Killing Gabibbo

di Sugarpulp Crew

di Carlo Vanin

Tracklist consigliata:

  • Bjork & PJ Harvey – Satisfaction (live @ Brit Awards ‘94)
  • Letfield – Open Up
  • Aphex Twin – Funny Little Man

Bé, vediamo se riesco a farvi capire bene come sono andate le cose. Ho sempre smanettato coi computer fin da piccolo e ho anche sempre cercato di guadagnarci sopra qualcosa. Mi sa che ho avuto il primo masterizzatore del veneto. Bé, magari no. Ma sicuramente uno dei primi della zona. Mi era costato un botto al tempo ma l’ho ammortizzato in breve. Dopo un mese c’avevo già un archivio di cd masterizzati da far invidia ai napoletani. E li vendevo bene, anche. Tipo 10 mila lire a cd, 14 con la copertina scannerizzata o scannata o come si dice. C’avevo un catalogo aggiornato che neanche il Ventitre su a Padova.
Bé, ma questo non c’entra neanche tanto ma è per farvi capire che ho sempre avuto una testa per queste robe qui. Insomma, bisogna fare soldi in sta vita, altrimenti come fai con le fighe?
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