mar 30 2010

La fiatata alcolica della Barbabietola Tossica!

di Sugarpulp Crew

Ciao fenomeni,

la fiatata alcolica della Barbabietola Tossica del Nord Est torna a farsi sentire (vi consiglio di tapparvi il naso). Anche questa settimana vi presentiamo tre post dal sapore Sugarpulp: succosi, zuccherini e, soprattutto, ad altissima gradazione alcolica.

Partiamo con un pezzo che celebra uno dei più grandi antieroi della storia del fumetto italiano: Superciuk. Quella di Giacomo Brunoro è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di Alan Ford e del Gruppo T.N.T., una pietra miliare del fumetto italiano: da bersi tutta d’un fiato.

Tocca poi a Marco Busatta, che ci racconta Pomona Queen, romanzo che descrive con nostalgia e tanto noir la California rurale di un tempo. Sugarpulp all’ennesima potenza.

Chiudiamo gli aggiornamenti di questa settimana con la strepitosa recensione di “Il sangue è randagio”, il nuovo romanzo di James Ellroy. La recensione naturalmente non poteva essere che di Michele Fiano: attenzione perché qui si tratta di roba forte anzi, di un libro altamente tossico.

Matteo Righetto e Matteo Strukul


mar 30 2010

Superciuk: un antieroe Sugarpulp

di Giacomo Brunoro

Correva l’anno 1971. Era agosto e faceva caldo. Tanto caldo. Erano gli anni in cui le città d’agosto si svuotavano: a quei tempi quando si parlava di ferie si parlava di qualcosa che durava come minimo tre settimane. Se restavi in città d’agosto eri fottuto: era tutto chiuso.

Altro che gli striminziti settegiorniseinottituttocompreso a cui siamo costretti oggi. A quei tempi non esistevano le fumetterie, tranne qualche rara eccezione. L’edicola era il sancta sanctorum dei fumetti italiani: trovavi tutto lì.

E proprio in quell’afoso agosto ‘71 nelle edicole italiane usciva un albo destinato a segnare la storia del fumetto italiano: Superciuk.

Si trattava del numero 26 di Alan Ford, serie scritta da Max Bunker (alias Luciano Secchi) e disegnata da Magnus (alias Roberto Raviola) . Con quello storico numero Alan Ford si trasformò in un vero e proprio fenomeno di costume: da serie di culto divenne un fenomeno di massa, fenomeno che dura tutt’ora (con alti e bassi) dopo più di 40 anni di onorata carriera.

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