Lungo i bordi
di Massimo Volume

di Marco Meneghetti

"Lungo i bordi" di Massimo VolumeBologna. Viali sempre dritti persi nella nebbia così fitta da impedirti di vederne la fine. Anonimi palazzoni cesellati da appartamenti con luci spente, luci accese, luci soffuse. Un’altra galassia rispetto al centro. Vita di periferia. Ed è in questa galassia a sè stante che si muove la musica dei Massimo Volume, quartetto,peraltro recentemente riformatosi. “Emilia paranoica”, per citare i CCCP, ma potrebbe benissimo trattarsi del nostro Nordest spesso desolato e soffocante. Il narrato di Emidio “Mimì” Clementi si muove lungo un paesaggio sonoro stratificato, claustrofobico, perennemente pronto all’esplosione, puntualmente trattenuta. Nelle nostre orecchie sfilano racconti di adolescenza trascorsa in camera del fratello ad ascoltare Jim Carroll (“Inverno ‘85″), allucinata poetica ai limiti del citazionismo (“Il Primo Dio”) e resoconti di ordinari omicidi di provincia all’ombra dei magazzini di via Stalingrado (“Pizza Express”). La potenza sta nelle parole, che avvolgono, (s)confortano, prendono. “Sono gli adesivi, sulle pareti/ è il tempo, che scorre lungo i bordi”. E noi, non potevamo trascorrerlo meglio.


  • Titolo: Lungo i bordi
  • Artista/Gruppo: Massimo Volume
  • Etichetta: WEA
  • Anno: 1995
  • Prezzo: Euro 10,50
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