set 1 2010

Salto d’ottava, di Antonio Paolacci

di Matteo Righetto

Cesare Pavese ebbe a scrivere che: “leggendo, ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.”

Ebbene, è esattamente ciò che ho pensato durante la lettura di Salto d’Ottava, ottima opera seconda dello scrittore Antonio Paolacci (1974), campano di nascita, ma bolognese d’adozione.

Vi sono infatti autori che hanno la rara capacità e il prezioso talento di narrare storie comuni con straordinaria raffinatezza, riuscendo a “dare un nome” – e questo è ciò che conta alla nostra esperienza emozionale e alle parole che già risiedono confuse nel nostro intimo vissuto. E tra questi c’è sicuramente Antonio Paolacci.

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set 1 2010

Il filo che brucia, di Jeffery Deaver

di Pierluigi Porazzi

Lincoln Rhyme, il riuscito protagonista ideato da Deaver, ritorna con una nuova indagine. Questa volta la minaccia arriva dalla corrente elettrica. Un’arma tanto insolita e originale quanto letale. E la sua pericolosità è amplificata dal fatto che l’elettricità è presente in ogni singolo edificio moderno.

Se pensiamo a tutte le applicazioni dell’energia elettrica possiamo renderci facilmente conto di quanto sia indispensabile.

New York viene sconvolta da una serie di attentati compiuti utilizzando proprio l’energia elettrica, guidata in modo da colpire edifici ed esseri umani. Ma qual è lo scopo dell’attentatore? E di chi si tratta? Continue reading


set 1 2010

Galveston, di Nic Pizzolatto

di Andrea Pelfini

Se una giornata è di merda c’è poco da fare. L’unica soluzione sarebbe quella di tirare nuovamente giù la tapparella, rimboccarsi le coperte e riprendere a dormire. Fino al giorno dopo.

È il caso di Roy Cady, serio professionista del crimine, abile artigiano specialista nel recupero crediti. Già uno, probabilmente, non è poi così contento di sentirsi dire che gli restano, se va bene, sei mesi di vita, perché quelle macchie bianche che paiono una scoppiettata figlia di una battuta di caccia al fagiano sono in realtà un carcinoma polmonare a piccole cellule ammirato ai raggi X.

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lug 27 2010

Un noir solare: La Pattuglia dell’alba, di Don Winslow

di Alessandro Morera

In ricordo di Niccolò che prima mi convinceva che i draghi non esistono nella realtà ma solo nelle favole, e poi mi accompagnava con il suo sorriso spontaneo a giocarci insieme.

Dopo la pubblicazione de L’Inverno di Frankie Machine, il libro con il quale Don Winsolw ha scandagliato la falsa mitologia mafiosa (come quella per esempio tratteggiata da Mario Puzo) e il superlativo affresco politico-criminale narrato ne IlPotere del cane , è nelle librerie da qualche tempo l’ultimo capolavoro del nuovo astro nascente del noir americano: La Pattuglia dell’alba presenta tutti gli stilemi dell’hard boiled rielaborati da James Crumley nella metà degli anni ‘70, ma nello stesso tempo se ne distacca soprattutto per la capacità dell’autore di tratteggiare a tutto tondo i caratteri sia dei protagonisti sia dei personaggi minori che appaiono lungo l’intreccio narrativo.

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lug 27 2010

Operazione Atlanta, di Hugues Pagan

di Fabrizio Fulio Bragoni

[...] Destabilizzazione […] abbiamo imparato tutti a ragionare nello stesso modo. Giochiamo tutti la stessa partita…[...]”

Parigi, anni ‘80. L’imprendibile Berg, fantasma del terrorismo internazionale, “bomba a orologeria di immensa potenza” e uomo addestrato a “sfuggire ad ogni controllo”(p. 242), è di ritorno in città, e qualcuno dei membri dell’ “Usine” – quartier generale della “Police Judiciaire” parigina – rischia di rimetterci la testa; certo, a patto che non si tratti di una “semplice” trama di potere ordita, per fare un po’ di pulizia, da qualche alto funzionario.

In questo caso, gli unici elementi perturbanti sarebbero il vecchio Milard, detective di lungo corso involontariamente responsabile dell’ideazione della misteriosa “Operazione Atlanta”, e il piccolo criminale (ed ex membro dei corpi speciali) Maubert…

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lug 27 2010

Alan D. Altieri: I Racconti

di Matteo Strukul

Il racconto in Italia, lo sappiamo, non gode di grande fortuna presso i lettori. Perciò quando un autore nazionale o straniero decide di misurarsi sulla breve distanza rischia spesso di farsi male sotto il profilo commerciale. Esistono però, per nostra fortuna, alcune eccezioni. Straordinarie, va detto, perché si sottraggono alla dura legge del mercato editoriale che boccia senz’appello una forma letteraria che meriterebbe una maggior attenzione.

Cito quindi due nomi, davvero cari ai lettori Sugarpulp. Uno è Joe R. Lansdale (e chi sennò?) che in barba alle regole stravende le sue raccolte di racconti, date un occhio al recente “Altamente esplosivo” please. E l’altro è un maestro assoluto tutto italiano: Alan D. Altieri.

Già perché ormai dal 2008, con cadenza annuale, l’anima nera del Giallo Mondadori, il romanziere a tutto tondo in grado di svisare con naturalezza e grinta rapace da un genere all’altro, sfodera raccolte di racconti che rispondono a titoli quali “Armageddon”, “Hellgate” e l’ultima appena uscita nell’elegante edizione Tea con una copertina da urlo: “Killzone”.

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lug 27 2010

Estate 2010: la lista della spesa

di Giacomo Brunoro

D’estate i ritmi si abbassano, si ha più tempo libero e finalmente ci si può dedicare con un po’ più di calma alla lettura: a casa con l’aria condizionata sparata a manetta, in spiaggia sotto un sole boia, al fresco in montagna… insomma, dove volete voi.

E’ il momento ideale per leggere tutti quei libri che durante l’anno non abbiamo avuto il tempo di leggere, o magari per riscoprire qualche vecchio amore letterario. Di seguito trovate un po’ di titoli che, secondo noi di Sugarpulp, vale davvero la pena di leggere.

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lug 20 2010

Mano Nera, di Al Custerlina

di Michele Fiano

Bentornati a Sarajevo! Avete portato con voi giubbotti in kevlar e armamentari vari? Sì, perché anche se nel titolo del nuovo lavoro di Custerlina non troverete la parola bang come nel precedente, vi assicuro che già nel primo capitolo di colpi ne sentirete riecheggiare parecchi, esplosi da un arsenale che farebbe invidia alla polveriera più tecnologicamente fornita e avanzata; quelle che seguono sono solo alcune delle armi operative nelle prime otto pagine: Mini-Uzi, Beretta 92SP, Glock 20, Desert Eagle .50, H&K P9 calibro .45, BaikalMP-153 calibro 12 e la lista continua.

Ed è proprio nella storica polveriera balcanica, quella dalla quale ebbe origine il primo conflitto mondiale che si svolge questo action-thriller incentrato sul progetto di creazione della Grande Serbia ad opera della rediviva, temibilissima organizzazione sovversiva Mano Nera, che affonda le radici proprio nell’attentato del 1914 ai danni dell’Arciduca Francesco Ferdinando.

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lug 6 2010

La gioiosa anarchia dei Pitura Freska

di Giacomo Brunoro

«Dedicà a tuti quei che ghe stèmo sui cojoni!»: con questa frase esplode Olive, album live del ‘99 che segna il canto del cigno di Pitura Freska.

Un frase che racchiude in poche parole tutta la gioiosa anarchia della band veneziana che è stata tra le protagoniste della scena musicale italiana per quasi un decennio.

C’è poco da fare, prima di loro nessuno di noi aveva mai visto una band cantare in dialetto veneto anzi, venessiano, e raggiungere livelli di notorietà di quel genere. Nel ‘97 i fioi sbarcano addirittura sul palco dell’Ariston, ipnotizzando San Remo con il loro Papa nero e con un’interpretazione che sprigiona una vitalità incontenibile.

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giu 28 2010

Spartaco il gladiatore, di Mauro Marcialis

di Marilù Oliva

Cosa resta di un  mito, quando il mito è consumato? Cosa resta di un sogno di libertà, quando si infrange contro la ragion di stato e contro un’economia che si basa proprio sulla negazione di quella libertà?

È immenso, Spartaco, lo schiavo trace a capo della rivolta servile che nel 73 a.C. scoppia nella scuola gladiatoria di Capua, diretta dal lanista Lentulo Batiato. Nessuno sfugge al suo fascino, alla robustezza del suo corpo che si imprime negli occhi dell’osservatore. Poderoso ed elegante, il corpo è segnato da una mappa di cicatrici, Spartaco non parla mai e sembra avere la completa padronanza delle proprie emozioni. La fatica non lo assilla, il grande contegno lo rende carismatico.

La ribellione che porta avanti ha un successo inaspettato, le vittorie si sommano, l’utopia sta per concretizzarsi nonostante l’incalzare delle legioni romane. E la Res Publica viene quasi minacciata. Continue reading